I 5 momenti più imbarazzanti per uno Speaker Radiofonico

Curiosità Radiofoniche

I 5 momenti più imbarazzanti per uno Speaker Radiofonico

Se c’è una cosa che la radio riesce ad eliminare nel carattere di una persona è l’imbarazzo, alla base di una timidezza, magari spiccata, presente nei giovani, gli stessi che però amano parlare al microfono e il sogno di poter trasmettere in svariate emittenti resta in ogni caso impresso nel proprio cuore.  Se nell’arte teatrale siamo soliti ascoltare esperienze di provetti attori in grado di esprimere se stessi in maniera vincente su un palcoscenico, riuscendo a vincere l’imbarazzo, allo stesso modo, la diretta radiofonica per molti diviene la “casa” ideale per “sciogliere il ghiaccio”, come si suol dire, riuscendo così a superare le difficoltà date da un possibile stato di vergogna.

Ma nella carriera di un conduttore, indipendentemente dal carattere di quest’ultimo, è facile riscontrare momenti in cui inevitabilmente l’imbarazzo ha preso il sopravvento. Da parte di molti, riaffiorano i ricordi legati a particolari episodi in cui vuoi per una possibile “prima volta” in onda o altro, l’atteggiamento è leggermente ostacolato da uno stato d’animo di tensione misto all’emozione di trovarsi in quel luogo da sempre particolarmente ambito.

Ed è anche in riferimento a questo che abbiamo pensato di evidenziare i 5 momenti che potremmo in qualche modo considerare imbarazzanti per uno speaker.

Al 5° posto, il colloquio con l’editore o il direttore artistico della radio. Sicuramente a tanti “radiofonici” sarà  capitato di trovarsi faccia a faccia con colui al quale bisogna far riferimento, oltre a dover seguire le direttive che egli stesso impartisce all’intero organico. Nel  colloquio iniziale potrebbe sorgere un imbarazzo, da un certo punto di vista giustificabile, data l’importanza dell’incarico che si dovrà poi ricoprire, alla vigilia, ci auguriamo, della firma contrattuale.

Al 4° posto, la “prima” diretta. Per qualcuno il primissimo appuntamento “on air”, magari in una radio locale del territorio di residenza, per altri la radio dei propri sogni, quella tanto auspicata e finalmente raggiunta. In entrambi casi l’imbarazzo misto ad una forte emozione potrebbe giocare brutti scherzi.  La concentrazione è fondamentale, quindi, per evitare “passi falsi”.

Al 3° posto,  il rapporto con i colleghi. I primi giorni è così, eguagliando la situazione alla medesima che si vive il primo giorno di scuola. Di solito ci si lega a determinate personalità con le quali si instaura, in maniera naturale e spontanea, un’intesa particolare e speciale che si esprime anche in una possibile diretta in coppia, dove si evince l’affiatamento tra i due. Un rapporto che diventa consolidato e magari confidenziale, anche fuori onda. Ma all’inizio la vergogna potrebbe farla da padrona, soprattutto per chi ha un carattere spiccatamente introverso.

Al 2° posto, la “bacchettata” da parte del direttore artistico. Se da un lato questa può sembrare pesante e difficile da digerire, dall’altro risulta necessaria per la crescita professionale, utile per evitare nuovi errori futuri. Capire, quindi, come correggersi è fondamentale, con un atteggiamento proteso ad imparare, senza sosta, con passione ed umiltà.

Al 1° posto la gaffe che, a seconda dei casi e del livello di gravità, può provocare davvero un forte imbarazzo, soprattutto ai meno esperti che potrebbero restare “senza parole” dopo aver pronunciato una parola di troppo o peggio, producendo  una figuraccia nei confronti di un collega o proprio in onda verso un ospite nel corso, ad esempio, di un’intervista particolarmente importante.  Qui entra in gioco anche la sapiente capacità di riuscire a riprendersi prontamente, quasi mascherando l’imprevisto alle orecchie degli ascoltatori. Attenzione a ciò che viene detto “on air”. Come abbiamo spesso ribadito, è utile predisporre tutto il necessario per la messa in onda, compresi i contenuti da trasmettere.

E voi speakers, quando vi siete sentiti realmente  in imbarazzo?

Articolo a cura di Maurizio Schettino