Conduzione Radiofonica: l'importanza delle parole

Giornalismo Radiofonico

Conduzione Radiofonica: l'importanza delle parole

Molte volte, anche in contesti puramente quotidiani, vengono dette cose che potrebbero essere oggetto di diatribe tra conoscenti o semplici amici, innescando così litigi assolutamente inutili. La causa di tutto questo potrebbe nascondersi nel significato di alcune parole, al centro di  discussioni e magari dette senza volerlo. Sono proprio alcune affermazioni rivolte in maniera non appropriata a scuotere un nostro interlocutore, abbastanza attento, a ciò che gli viene riferito.

Ed è proprio l’attenzione di chi c’è “dall’altra parte” che non deve essere messa in secondo piano,  soprattutto quando si è in contesti prettamente “pubblici”. In questo, il lavoro radiofonico è coinvolto particolarmente, considerando anche che, come è ben noto, tra radio e tv la differenza sta proprio nell’assenza fisica, nel caso del media in FM, di “spettatori”. Un elemento quest’ultimo che dovrebbe spingere gli speaker a porre maggiormente attenzione nel momento in cui accendono il microfono e cominciano a trattare tematiche disparate, magari inserendo opinioni personali non in linea con il pensiero popolare.

Anche perché gli sms degli ascoltatori sono “dietro l’angolo”, non tardano ad arrivare quando recepiscono l’errore commesso in onda,relativo ad  una notizia trasmessa in maniera superficiale, con dati confusi e distanti dalla verità. Molteplici sono stati i casi in cui gli ascoltatori stessi, con i loro messaggi, hanno in qualche modo invitato gli speaker a rettificare la notizia erroneamente trattata. Dall’altro lato i conduttori, con un personale “mea culpa”, hanno ammesso lo sbaglio, oggetto della “gaffe”.

Una situazione che potrebbe influenzare la professionalità di uno speaker, soprattutto quando casi del genere vengono ripetuti. Da qui ovviamente scatterebbero inevitabili ed opportuni provvedimenti da parte di chi di dovere.

Imprevisti, quindi, che non vorremmo mai ascoltare, ed è per questo che sarebbe opportuno pianificare, magari prima di una diretta e  possibilmente in maniera chiara e precisa, tutti i contenuti, inseriti nel programma. In particolare, è opportuno affidarsi a fonti attendibili che possano garantire la veridicità delle notizie, soprattutto quando esse abbracciano la sfera della cronaca o dell’attualità in generale, ambito particolarmente seguito dal grande pubblico.

Un pubblico abbastanza informato spesso proprio sulle vicende politiche o relative ad un particolare episodio di cronaca di grande risonanza. Non a caso molti programmi radiofonici sono completamente dedicati a queste tematiche e la diretta diviene cosi  uno scambio di informazioni oltre che di opinioni tra speaker ed ascoltatori.

Insomma, parlare in radio significa anche conoscere appieno ciò che viene detto, essere informati sui fatti; a detta dei professionisti, il consiglio è quello di leggere almeno un quotidiano al giorno, un’abitudine indispensabile per non essere colti impreparati nel momento in cui si è “on air”. A tal proposito grande importanza assume anche il lavoro di scrittura svolto da autori o comunque da una redazione ben addentrata nelle  vicende quotidiane, in grado di supportare la conduzione dello speaker in maniera puntuale e attenta, con quella stessa attenzione ben presente in  ascoltatori pronti ad “ammonire” i conduttori in caso di svista.

Articolo a cura di Maurizio Schettino