Onde Road, la Radio che fu

Film sulla Radio

Onde Road, la Radio che fu

Ogni periodo storico evoca certe atmosfere, ideologie e stili di vita. Il Sessantotto più che richiamare un certo periodo storico rappresenta un modello culturale, con una specifica identità.

Il fermento culturale di quei tempi, con tutte le sue particolarità, viene ricordato attraverso libri, film, opere culturali, seppure a quarant’anni di distanza. Onde Road, il film documentario di Massimo Ivan Falsetta, ripropone “un modello di libertà.

L’arte della semplicità e dei rapporti umani.”  Queste le parole utilizzate dal regista durante l’intervista rilasciata a Radiospeaker. La pellicola, nelle sale dal prossimo giovedì 26 marzo è un lavoro a cavallo tra fiction e documentario, impreziosita da testimonianze prestigiose come quella di Federico l’Olandese Volante, Awanagana, Fabrice Quagliotti dei Rockets (che hanno anche curato la colonna sonora), Battaglia e Miseferi e molti altri.  “L’Olandese l’ho scelto perché, lui è la Radio. Era sulla nave offshore Veronica, la prima radio pirata d’Europa. Awanagana è un mito, il ‘messia’ del POP”, aggiunge il regista. Se è vero che non c’è futuro senza passato, è anche vero che il passato non torna.

Dimostrare nostalgia può aiutarci a costruire un futuro migliore? Quelle atmosfere non si ripresenteranno. Ora che gli individualismi rappresentano la condicio sine qua non per sopravvivere al sistema, ci fa bene sapere che una volta le cose andavano diversamente. Ma entrare nell’ordine di idee che certi stereotipi romantici non si ripresenteranno vuol dire essere realisti. Siamo prede, talvolta vittime, di un sistema in evoluzione, che somiglia a se stesso e non a quello che fu.

Le Radio una volta erano concepite, e giustamente percepite, come centri di aggregazione. Ora siamo obbligati a concepire le radio come Aziende, a tutti gli effetti. Forse per questo Onde Road vuole celebrare un certo “messaggio POP di libertà”, come specifica Massimo Ivan. Nel lavoro c’è molta Calabria. “E’ stata una regione piena di radio libere, in una terra dove non ti aspetti che ciò sia stata possibile. Inoltre nella nostra storia c’è una misteriosa Speaker che deve nascondersi dalla Censura Futuribile, la Calabria è meravigliosa quanta ostica. Per me era come scegliere il Messico nei film dove l’FBI cerca i criminali”, dice Falsetta. “Sono alla prima uscita nelle sale, ma in realtà al mio secondo film. Ho steccato la prima quattro anni mezzo fa, paradossalmente con un film che è stato presentato lo scorso 19 febbraio al Los Angeles Film Festival a tre giorni prima degli Oscar, da Franco Nero, presente nel film. Un altro, dal titolo “Terre di Musica” esce nelle librerie subito dopo Onde Road. E’ un lungo viaggio fatto con “ Il Parto delle Nuvole Pesanti” , quelli di Onda Calabra, tra i beni confiscati alle mafie”, precisa.

Onde Road verrà trasmesso nei migliori cinema, troverete l’elenco delle sale su www.onderoadfilm.it oppure alla Fan Page omonima. Onde Road l’altra faccia della Radio; quella che fu; se migliore o peggiore della Radio attuale non ci è dato giudicare.

 

 

Articolo a cura di Annalisa Colavito