Quale Microfono usare in Radio?

Strumentazione Radiofonica

Quale Microfono usare in Radio?

Il Microfono, o trasduttore fonoelettrico, ha il compito di trasformare la variazione di pressione sonora, causata dall'emissione vocale dello speaker, in tensione elettrica. Questo avviene grazie alla membrana, una sottile lamina elastica e metallica, che si sposta proprio secondo la variazione di pressione. Esistono vari tipi di microfoni e quindi di classificazioni. Vediamo i due principali tipi: dinamici e a condensatore (detti anche da studio).

I microfoni DINAMICI funzionano per elettromagnetismo: la membrana è collegata a una bobina mobile, una serie di spire di materiale metallico e conduttore, immersa in un campo magnetico. Il movimento di questa nel campo magnetico genera ai capi della bobina una variazione di tensione pari a quella di pressione sonora. Si usano principalmente nei Live o per registrare strumenti con una dinamica elevata (rullante, tom, amplificatore per chitarra o basso,…)

Modelli Famosi: Shure SM58 e SM57, Sennheiser 441 (detto anche biscottone) e il modello successivo 421.

Quelli a CONDENSATORE invece funzionano proprio grazie a un condensatore posto all'interno del microfono. Muovendosi la membrana varia il valore di capacità del microfono e di conseguenza la tensione ai capi della resistenza posta nel circuito interno. Il segnale di uscita è costituito propio dalla variazione di tensione ai capi di quest’ultima. Il condensatore per funzionare, e quindi caricarsi elettricamente, ha bisogno di una corrente continua. La cosiddetta Phantom a 48 Volt è l’alimentazione da fornire al microfono per far si che funzioni. Si può fornire tramite un preamplificatore microfonico, da mixer o da un alimentatore esterno proprio del microfono. Si usano principalmente per registrazioni in studio di strumenti con molti dettagli come pianoforte, chitarra acustica, archi, fiati e… voce!

Modelli Famosi: Neumann U87, Neumann Serie TLM e M, AKG 414

Passiamo alle principali caratteristiche tecniche dei microfoni. La sensibilità corrisponde a quanti mV ( ti tensione elettrica si riescono a produrre da un Pascal di pressione sonora. Per robustezza si indica la resistenza fisica e costruttiva del microfono. La linearità corrisponde a quanto dello spettro sonoro della sorgente riesce a captare. Ad esempio ci sono microfoni per gran cassa con una buona risposta sulle basse frequenze e meno sulle alte. Per dinamica si intende quanta escursione di volume può sostenere senza saturare.

Microfono Dinamico

Sensibilità: < 5mV/Pa
Robustezza: eccellente
Linearità: scarsa
Alimentazione: no
Dinamica: elevata

Ora che conosciamo meglio queste due tipologie, le più diffuse, mettiamole a confronto. Uno a condensatore ha una sensibilità più alta, quindi riesce a cogliere dei dettagli che il dinamico non riesce a captare. Il dinamico è molto robusto e quindi spesso utilizzato nei live, banalmente se cade non si rompe mentre un condensatore è più delicato. In genere i condensatori sono più lineari e quindi più fedeli a quello che registrano. Esistono invece dei dinamici per cassa e per voce che si concentrano principalmente sulle frequenze interessate e meno sul resto. I condensatori hanno bisogno della Phantom per funzionare, i dinamici no. I dinamici reggono un elevata dinamica, come quello di un live, mentre i condensatori sono più delicati e quindi da studio.

In conclusione il tipo di microfono utilizzato in radio è...a condensatore! Infatti la voce dello speaker è fondamentale ed è quindi importante captarne i dettagli per poter dare una qualità superiore. Oltretutto per evitare vibrazioni il microfono è sorretto da un sistema di elastici: il cosiddetto ragno. Questo sempre per garantire la qualità del suono captato. In un prossimo articolo andremo a trattare nello specifico un’altra caratteristica tecnica dei microfoni: il diagramma polare.

E voi che modello utilizzate nella vostra Radio o per registrarvi? Dinamico o Condensatore?

Articolo a cura di Stefano Tumiati