Radio Immaginaria a Bomporto: il terremoto raccontato dai più piccoli

Web Radio

Radio Immaginaria a Bomporto: il terremoto raccontato dai più piccoli

L'avanzare della tecnologia e la possibilità di poter trasmettere via web, ha offerto l' occasione a chiunque di aprire una propria emittente radiofonica, più o meno legata ai canoni della classica radio in FM. Per molti esperti del settore, le web radio non sono vere radio, ma è innegabile che grazie alle potenzialità delle rete ne stiamo vedendo crescere moltissime ogni giorno che passa.

Qualche mese fa Radiospeaker aveva parlato in un articolo di Radio Immaginaria, una web radio nata a Castel Guelfo, in provincia di Bologna, da un'idea del regista Michele Ferrari. In poco tempo, Radio Immaginaria ha destato l'attenzione di molti, soprattutto per via di una caratteristica che la differenzia da qualsiasi altra realtà: è la prima radio in Italia creata, diretta e condotta da ragazzini compresi dai 12 ai 17 anni.

Come loro stessi affermano, “nessun adulto si impiccia, facciamo e diciamo ciò che vogliamo”. Un gran coraggio quindi, anche se tanti potrebbero pensare che in realtà questi ragazzini sono comunque seguiti e tenuti sotto controllo. Non è così invece, e non lo dimostrano solo gli inviti e i premi che hanno ottenuto dal 2010 ad oggi, ma soprattutto le loro scelte di trattare argomenti decisamente delicati, come avvenuto pochissimi giorni fa a Bomporto, una delle località colpite dal terremoto.

Il team di Radio Immaginaria, si è infatti recato con tutti i suoi speaker e strumentazioni nella cittadina modenese, per raccogliere le testimonianze dei bambini e portare un vento di allegria e ottimismo. In quasi 40 minuti di trasmissione questi ragazzini sono riusciti a trasmettere una realtà che solo un bambino, con l'innocenza e la sincerità che possiede, può rivelare, senza peli sulla lingua. Credo sia la parte migliore di questo progetto, il coraggio di dire ciò che si pensa quando lo si pensa, senza censure di alcun tipo e senza mai nascondere di essere ragazzini davanti ad un microfono.

Questa non è esclusivamente passione radiofonica, ma volontà di cambiamento e c'è solo da imparare da questi giovani speaker. Il fatto eccezionale è che per la prima volta, dopo che telegiornali e giornalisti si sono recati nelle tendopoli a recuperare testimonianze, finalmente qualcuno è andato dai più piccoli, i quali non aspettavano altro!

Durante il programma i bambini sono stati intervistati sulla scuola, sulle paure del terremoto e sul futuro. Hanno descritto la tendopoli come una piccola città che serve per mantenere uniti gli abitanti, come se ancora vivessero tutti nelle case di Bomporto. Hanno raccontato in che modo gli scout li fanno giocare e come in molti dormano nelle macchine accanto alle loro abitazioni, per evitare fenomeni di sciacallaggio. Ma soprattutto, uno di loro, ha detto che i ragazzini che giocano e vivono con lui non sono amici, ma sono tutti fratelli e sorelle. Un adulto direbbe così? O meglio, un adulto risponderebbe in questo modo alle domande di un altro adulto? Non credo.

Il potere di questa radio sta proprio nell'essere condotta da giovanissimi che trasmettono un maggiore senso di sincerità legato a un profondo rispetto reciproco, a differenza forse di altri giornalisti che sembrano anche loro sciacalli, non di beni materiali, ma di testimonianze e notizie. I bambini hanno poi raccontato come nel campo si siano dati delle regole: per non sporcare (pena una multa di un euro a qualsiasi adulto che inquini l'ambiente), per non sprecare il cibo (dando agli animali i resti del pranzo e della cena) e per non sprecare l'acqua.

Alla fine della trasmissione i ragazzini hanno parlato del loro futuro, di come lo immaginano. Uno di loro ha affermato di come veda all'orizzonte un triste avvenire, perché non vuole continuare a vivere a Bomporto in un paese distrutto. Sentire frasi del genere da un adulto è scontato, ma se a pronunciare queste parole è un bambino di neanche 10 anni, allora sì che ci si ferma un attimo a riflettere. Radio Immaginaria ha fatto proprio questo, ha fatto riflettere tutti coloro che hanno ascoltato queste testimonianze. E l'ha fatto senza paletti di alcun tipo, con una genuina verità che a volte potrebbe spaventare, ma di cui tutti dobbiamo venire a conoscenza.

Vi consigliamo di seguire di tanto in tanto questa iniziativa, su Facebook, Twitter e sul sito radioimmaginaria.it , dove troverete tutti i podcast delle loro dirette, compresa ovviamente quella di Bomporto che vi suggeriamo di ascoltare. Di questi adolescenti ammiro come già detto il coraggio, perché se ripenso a quando avevo 12 anni non so se avrei avuto la forza di intraprendere una simile avventura!

La radio, a differenza di molti altri media, offre questa opportunità e “Radio Immaginaria è un'antenna puntata in alto pronta a ricevere e trasmettere i segnali del mondo che verrà”, così recita il suo motto. A Bomporto di segnali ne hanno trasmessi parecchi...

Articolo a cura di Davide Porro