“Adesso è davvero tutto”: la voce di Riccardo Cucchi lascia la Radiocronaca

Interviste

“Adesso è davvero tutto”: la voce di Riccardo Cucchi lascia la Radiocronaca

“Adesso è davvero tutto”. Con queste parole, dopo tanti anni di onorata carriera, Riccardo Cucchi si è congedato dal microfono di “Tutto il calcio minuto per minuto”, la trasmissione sportiva di Radio Rai che racconta il gioco più amato dagli italiani.

È successo domenica scorsa: Riccardo si sarà seduto su una delle sedie a disposizione dei giornalisti, avrà messo le cuffie alle orecchie e avvicinato la bocca al microfono quel tanto che basta per raccontare, come ha sempre fatto, una partita.

Allo stadio San Siro di Milano si sfidavano Inter e Empoli, non proprio una gara di cartello che però come da pronostico ha visto la vittoria dei nerazzurri. Riccardo era lì per descrivere il gol di Eder, prima, poi quello di Candreva: due giocatori della truppa interista. Quando la Curva Nord dell’Inter ha tirato fuori lo striscione-tributo al cronista di diverse battaglie sportive, Riccardo si è emozionato. “È stato il momento in cui mi sono tremate le gambe”, ha detto ai nostri microfoni. Ma con riconosciuta professionalità è andato avanti descrivendo quanto non si può vedere e che l’ascoltatore di tutte l’età ha soltanto immaginato.

La voce di Riccardo Cucchi è una voce familiare, una di quelle voci che basta sentire per vedersi in posti in cui realmente non ci si trova ma dove si è stati: al ristorante, durante i festeggiamenti per la Comunione di un cugino, era difficile conoscere i risultati della domenica calcistica.

Con la tecnologia avanzata rappresentata da app e congegni vari soltanto un miraggio, l’unica possibilità di essere aggiornati era la radio. “Scusa Cucchi intervengo da…” era una delle poche interruzioni a sfavore del giornalista che ha saputo raccontare lo sport come pochi altri. Forse il momento più alto della sua carriera è un momento mondiale, Berlino, quando la nazionale italiana allenata da Marcello Lippi ha alzato al cielo il trofeo battendo la Francia in finale. È in questa occasione che Riccardo Cucchi ha avuto l’onore di gridare l’Italia campione del mondo.

E adesso? A 64 anni, con una laurea in lettere e filosofia e una invidiabile esperienza giornalistica, Cucchi continuerà a sognare dispensando anche consigli per i giovani che vogliono seguire le sue orme. “Innanzitutto – dice – bisogna raccontare dov’è la palla”. Un consiglio semplice ma fondamentale per chi vuole provare a diventare grande.

Allora, Riccardo, ci racconti le emozioni dell’ultimo giorno?
"Non mi aspettavo tanto clamore e sono felice dei messaggi di affetto che tra l’altro continuo a ricevere. Non me l’aspettavo e non avrei voluto che fosse addirittura così clamoroso il mio addio. Ho cercato di fare quello che ho sempre fatto, vivere le emozioni della gara senza pensare a me, non ho mai voluto fare il protagonista. La situazione creata mi ha chiaramente messo a dura prova. Il momento in cui le gambe mi sono tremate e il groppo in gola ha rischiato di farsi sentire è stato quando la curva nord dell’Inter mi ha salutato: un momento emozionante. È stata una domenica particolare nella quale ho cercato di raccontare la gara come ho sempre fatto."

Tra i messaggi di affetto che hai ricevuto ci sono quelli di giovani appassionati…
"È stata una conferma la presenza dei giovani che attraverso lo sport scoprono la radio. Ed è un grande traguardo per il servizio pubblico e non solo. La radio è un mezzo tecnologico che si adatta molto bene anche ai giovani; si può ascoltare non solo dall’automobile ma anche dal computer e smartphone. E poi, diciamolo, il romanticismo della radio coinvolge forse più della televisione."

A proposito, Radiospeaker si occupa anche di formare i talenti che vogliono diventare radiocronisti. A loro quali consigli possiamo dare?
"È un tema al quale sono particolarmente sensibile, dirò tre cose: innanzitutto bisogna raccontare dov’è la palla. La principale funzione della radiocronaca è offrire immagini a chi non ha immagini reali, altrimenti si rimarrebbe ciechi da questo punto di vista. La seconda cosa è emozionarsi per poter emozionare: se non si è emozionati l’ascoltatore percepisce finzione. La terza cosa è non temere il microfono. Perché temerlo significa incorrere nei traumi da pausa radiofonica, traumi terribili. Il silenzio alla radio non è ammissibile. Ma bisogna comunque rispettare il microfono, cioè rispettare la passione di chi ascolta."

Ecco, adesso che è tutto finito cosa farai?
"Mi piace pensare che questa non sia una fine ma un nuovo inizio. I sogni sono importanti, servono per vivere e malgrado l’età ne ho ancora molti. Amo scrivere e il mio sogno nel cassetto è un romanzo. Amo la narrativa, mi sono laureato in lettere e in filosofia, ho sempre viaggiato con un libro in valigia. E questo è un altro consiglio che darei ai giovani radiocronisti, leggere perché la lettura aumenta la proprietà di linguaggio. In ogni caso vedremo quello che verrà, non ho particolari ambizioni di diventare un autore di grido."

Diventare un tele/radiocronista richiede studio, impegno e passione, ma per i patiti di sport che volessero mettersi in gioco e provare a rivestire i panni da giornalista sportivo, è possibile frequentare il Corso di Radiocronaca e Telecronaca sportiva organizzato da Radiospeaker.it.

Le lezioni si svolgono all’interno di un vero studio radiofonico dove verranno effettuate delle prove pratiche di conduzione e di radio/telecronaca di eventi sportivi.

Al termine del corso, ogni iscritto realizzerà una demo professionale da allegare al proprio curriculum e ad ognuno verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Chi sono i nostri insegnanti?

Insegnante di MILANO: Gianluca Prudenti: telecronista di Mediaset Premium e Responsabile del gruppo telecronisti di Infront. Dopo le prime esperienze con Radio Italia Nework e Radio 24, scrive per Il Giorno di cronaca e sport. Dal 2009 è uno dei telecronisti di Mediaset premium.

Insegnante di ROMA: Marco Piccari: Telecronista e redattore  di Mediaset Sport, Giornalista pubblicista dal 2002. In passato radiocronista delle partite di Roma e Lazio, ha seguito il Mondiale Superbike nel 2008 e ha curato la realizzazione di numerose collane di DvD allegate alla Gazzetta dello Sport e al Corriere dello Sport, come "Campionato Io ti amo" e "Tributo alla SBK". Autore de “I grandi miti del ciclismo” per Rai Sport, partecipa a numerose trasmissioni come opinionista sportivo.

Insegnante di ROMA: Cristiano Di Cosimo: giornalista professionista della redazione di RDS. In precedenza telecronista di Mediaset Premium e radiocronista di T9 e M12. Autore, regista e speaker; ha curato la realizzazione di vari DVD di carattere sportivo pubblicati in edicola, nonché autore di trasmissioni televisive e radiofoniche. Docente di Storia e Filosofia e scrittore.

Da parte loro, consigli e utili suggerimenti per fare del proprio divertimento una seria professione!

Al termine del corso:

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Una Demo con le proprie doti vocali per far colpo all’orecchio del direttore artistico.

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- E-Book "Teorie e Tecniche di Conduzione Radiofonica", scritto da Giorgio d’Ecclesia, CEO di      Radiospeaker.it.

- Attestato di Partecipazione da aggiungere al proprio cv.

Insomma, la platea dagli spalti vi aspetta, siete pronti? Ma affrettatevi, i posti sono limitati.

MAGGIORI INFORMAZIONI

INFO CORSO GENERALI: Leggi tutte le info sul Corso di Telecronaca e Radiocronaca.

ROMA: Leggi tutte le info sul Corso di Telecronaca e Radiocronaca a Roma

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TELEFONO RADIOSPEAKER.IT: 06.88934047

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Articolo ed Intervista a cura di Daniele Campanari