Alberto Pucciariello

Alberto Pucciariello vive a asti ed è un Speaker radiofonico Regionale.

  • Radio attuale: Primaradio Piemonte
  • Copertura territoriale: all-over-piemonte
  • Programma / Orario: ogni sabato mattina, 10.00 - 12.00 su Primaradio Piemonte

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  RADIOBIO Da sette anni sono una delle voci di PrimaRadioPiemonte, emittente astigiana con copertura in all-over-Piemonte. Diventa da subito la mia seconda casa, la mia palestra, il mio luogo delle meraviglie, il mio habitat naturale.   Dapprima mi affidano la conduzione di “Shake”, il programma musicale del pomeriggio; dopo un anno il salto di qualità: divento in un attimo il presentatore di “Connections” in fascia serale.   Ennesima rivoluzione in casa Prima Radio e a partire da settembre 2008 ogni sabato mattina son il capitano de “All’Arrembaggio”, programma di intrattenimento nel quale ho la possibilità di parlare di attualità e di bischerate. Questo contenitore l’ho costruito minuziosamente a mia immagine e somiglianza, un po’ scanzonato, un po’ irriverente e con la finalità di rendere meno traumatiche le faccende domestiche canoniche del sabato mattina. Al suo interno rubriche, notizie, curiosità, sondaggi, buona musica e, soprattutto, tante risate.   Tramite PrimaRadio, anche Mtv vuole conoscermi a tutti i costi. Mi ascolta condurre e si innamora perdutamente di me, tanto da propormi un provino. E allora preparo baracche e burattini e parto alla volta di Roma per sostenere un colloquio nel torrido caldo di quel luglio 2007.   Ed ora sento l’esigenza evolvermi e crescere come speaker, pertanto mi rivolgo a voi. Chissà, magari nella più ottimistica delle possibilità, fantasticando oltremodo, vi interesso e decidete di investire su di me. Io, impagabile sognatore, incrocio i diti.     AUTOBIO   Amo definirmi solare, eclettico, sognatore, curioso, contagioso, irriverente, logorroico, divertente, permaloso, testone e buono. Gli altri amano definirmi un rompicoglioni.   Nato sotto il segno del cancro, precisamente il 04 luglio 1986 nella sorridente Asti, impiego davvero poco a capire quale sarà l’unica vera ragione che spiega la mia presenza nel mondo aldilà della parmigiana di nonna: la musica.   Quando da piccolo mi veniva chiesto cosa volessi fare da grande, io rispondevo“il cantante o il pompiere”. Purtroppo, a causa della mia inspiegabile fobia dei gatti, ho dovuto rinunciare  al sogno di me pompiere (se mi avessero mai chiesto di salvare un gatto dall’albero, un classico, non ce l’avrei mai fatta). Sicchè mi rimane di fare il cantante. A conferma della mia devianza artistica, vi propongo l’aneddoto di quando, piccino, eseguivo tutte le canzoni dei cartoni animati con in mano il pomello della tenda come microfono.   Passano gli anni, cresce la massa di capelli boccolosi e decido di seguire lezioni di canto con un’insegnante straordinaria di musica gospel che rivoluzionerà il mio stile. La ricerca del mio genere è stata lunga e tortuosa, partendo dal rock, giungendo alla musica leggera, passando attraverso la musica barocca (adoravo cantare l’Alleluja di Haendel a quattro voci, conoscenza tornatami utile in occasione della mia promozione all’esame di Istologia, un 26 registrato per mano di un qualche dio). Ora compongo canzoni mie e un giorno le canterò a SanSiro. Ve lo dicevo io esser un sognatore.   In passato son stato membro di una compagnia teatrale che opera nel campo del Musical , mettendomi alla prova, oltre al canto, con discipline quali la recitazione, da cui ottengo buoni risultati, e la danza, da cui ottengo solo pomidori marci tirati addosso.   E allora la mia indole artistica non trova pace, partecipo negli anni a concorsi canori e audizioni d’ogni sorta. Finora nulla. Nada. Tabula rasa. Il vuoto cosmico. Ma io, stoico alle delusioni, persevero.   Nel 1994 mi accostai alla carriera natatoria, senza ottimi esiti (arrivai settimo ad un campionato regionale gareggiando per i 200 rana…sciaguratamente, ometto sempre dire che gli iscritti alla competizione furono sette). Per la serie ”impara l’arte e mettila da parte”, ora insegno a nuotare ad adulti e bambin, sebbenea preferisco lavorare con i marmocchi: ti aprono orizzonti che mai potresti pensare di esplorare e ti donano perle di saggezza incredibil. Che però perdono di credibilità, se dette col “mocciolo” al naso.   Per permettermi le lezioni di canto e di pianoforte, impiego le mie estati come bagnino. Il Mitch Buchannon de’noarti, insomma. Peccato per quel physique du roll mai avuto.   Dopo cinque anni infuocati presso il liceo scientifico di Asti, in cui l’attività più esercitata era  il farsi sbatter fuori dalla classe, decido di intraprendere la strada del biologo, iscrivendomi all’università e frequentando ogni festa universitaria, ogni e mai nessuna lezione, nessuna. Poi cambio rotta, dunque rinsavisco e studio all’Università di Torino per diventare un dietista, nell’idea che, per sconfiggere un nemico, le maniglie dell’amore in questo caso,  bisogna studiarlo a fondo, conoscerlo e infine annientarlo. Strategismo, il mio. E contro ogni aspettativa, quel pezzo di carta l’ho ottenuto e sapientemente collocato in camera tra il poster dei Meganoidi e la locandina di Hair.